Un documento ufficiale, circolato tra i direttori sanitari ASST, IRCCS Pubblici e ATS lombarde, mette nero su bianco un problema che segnaliamo da tempo: gli Excel non sono uno strumento affidabile per gestire gli obblighi di legge sulla radioprotezione.
Cosa dice la comunicazione di Regione Lombardia
Nella nota diramata dalla Direzione Generale Welfare – Polo Ospedaliero di Regione Lombardia, si comunica che il Ministero della Salute ha disposto la riapertura del portale NSIS (il sistema informativo che raccoglie i dati delle Grandi Apparecchiature Sanitarie, GAP) per consentire agli enti pubblici e privati di caricare e verificare gli indicatori dosimetrici relativi all’anno 2023.
Il punto che ci interessa di più è il motivo della riapertura. La Regione scrive chiaramente che:
- sono state segnalate incongruenze e possibili inesattezze nei valori presenti nel sistema NSIS;
- alcuni enti hanno trasmesso i dati in formato Excel senza però completare il caricamento sul portale ufficiale, adempimento che, invece, è indispensabile per la corretta acquisizione ministeriale.
In altre parole: i fogli Excel sono stati compilati ma non sono arrivati al Ministero, nel formato in cui dovevano arrivare.
La Regione chiede, quindi, di procedere con urgenza con:
1. verifica dei dati già presenti su NSIS;
2. aggiornare quelli non corretti;
3. inserire i dati dosimetrici mancanti.
Questo episodio non è un caso isolato: è la fotografia di un limite strutturale del foglio Excel come strumento per la gestione delle esposizioni radiologiche in odontoiatria e radiologia.
Un file Excel:
- è facilmente soggetto a errori umani: una cella modificata per sbaglio, una formula inesatta, una versione superata che gira ancora tra i colleghi;
- non ha un formato standardizzato e verificabile: da qui le “incongruenze e possibili inesattezze” segnalate dal Ministero stesso;
- non è sicuro poichè non ha una crittografia robusta, rendendo facile l’accesso non autorizzato;
- potrebbe “corrodersi” con conseguente perdita dei dati in maniera irreversibile.
Dentaldose: affidabilità e sicurezza in un unico software in cloud
Dentaldose nasce proprio per eliminare l’anello debole rappresentato dal foglio Excel “fai da te”, permettendo l’export dei dati nel formato richiesto dal Registro per le Regioni. In questo modo sì evita di incorrere nell’errore segnalato da Regione Lombardia: dati compilati ma non effettivamente trasmessi nel formato corretto.
Inoltre, con Dentaldose si ha certezza riguardo l’esatezza dei dati, poiché il calcolo degli indicatori dosimetrici e degli LDR è automatico. In questo modo si evitano calcoli manuali (o con formule) potenzialmente sbagliati.
La differenza sostanziale è questa: mentre un file Excel resta un documento con molte falle di sicurezza e affidabilità e soggetto ad errori umani, Dentaldose è pensato per produrre dati già nel formato richiesto dalle autorità, riducendo il margine di errore. In questo modo non si dovrà rincorrere una riapertura straordinaria dei portali per sanare dati incompleti o trasmessi nel modo sbagliato, come è successo a diversi enti lombardi.
Non esporre il tuo studio a rischi
La vicenda della riapertura NSIS GAP dimostra che gli enti controllori sono attenti, verificano, e quando trovano incongruenze le segnalano, con conseguenze operative concrete per chi deve rimediare in fretta.
Per uno studio odontoiatrico, affidarsi a un file Excel per un obbligo di legge significa esporsi allo stesso rischio, ma senza le risorse di una ASST o di un IRCCS per intervenire in tempo.
Dentaldose è in grado di rispondere alle novità normative e di supportare il tuo studio medico nell’adempimento degli obblighi previsti dalla legge, questo ti farà evitare di scoprire un giorno che i dati “c’erano, ma non erano arrivati dove dovevano, nel modo corretto”.